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visionLight occhiali forati

Il principio della camera oscura

Per spiegare il principio su cui si basano gli occhiali forati possiamo arrivare fino ai tempi di Leonardo Da Vinci. Il grande artista e scienziato si dedicò allo studio dei fenomeni della luce. Era ricorso ad uno stratagemma, la camera oscura, ispirato dalle problematiche prospettiche che si trovava ad affrontare nel dipingere le sue tele. La camera oscura è uno spazio chiuso, una scatola buia con un foro su una sua parete. La luce proveniente dall’esterno, passando attraverso il foro, viene proiettata dentro la camera e sulla parete di fronte al foro appare così, capovolta, l’immagine dell’ambiente esterno. In questo modo Leonardo Da Vinci osservava, con uno specchio, come la sconfinata profondità di un paesaggio si condensava su una superficie piatta e ristretta di una stanza buia. Attraverso quei quadri di luce, poté così svelare le leggi ottiche che regolavano la profondità prospettica degli scenari da riprodurre, per poi farne dono all’umanità con la bellezza della sua incredibile arte. Con l’osservazione e lo studio del fenomeno ottico che si verifica nella luce quando si trova a passare attraverso un foro, Leonardo da Vinci dette un importante contributo agli studi dei processi visivi. Oggi tale effetto viene chiamato principio del foro stenopeico (dal greco stenòs che significa “stretto”) e comunemente applicato nel campo dell’ottica e della fotografia.

 

Approfondimenti: www.acmi.net.au


"Il foro stenopeico è un buchino. E' fatto d'aria e intorno ha soltanto della plastica. Guardando attraverso questo foro, chi ha difetti di rifrazione ci vede meglio che a occhio nudo, perché la luce è resa tale da essere proiettata direttamente sulla fovea senza che sia necessario l'intervento del meccanismo di accomodamento. Il primo a inventare il foro stenopeico, milioni e milioni di anni fa, è stato il mollusco Nautilus; si dev'essere trovato bene perché continua a usarlo: ogni suo occhio è provvisto di un'apertura circolare che si allarga e si restringe per focalizzare oggetti a distanza diversa. Per quanto riguarda gli umani ancora una volta ci sono arrivati per primi i cinesi, nel V secolo a.C. Soltanto dopo Aristotele e gli arabi ci arrivò anche l'occidente, grazie al buon Leonardo da Vinci." 

 

(tratto da "Preferisco vederci chiaro... e riuscirci senza lenti" di Loredana De Michelis - Amrita Edizioni)