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visionLight occhiali forati

Corsi, seminari e visualtrainings

Dal 21 al 28 agosto a Cepina Valdisotto una settimana intera per praticare il metodo Bates ed aducare il sistema visivo ad un corretto funzionamento senza sforzo.
Tutte le mattine: pratiche del metodo Bates in formato di gruppo esteso (per introdurre il tema della giornata) e pratiche del metodo in gruppi ridotti sulla base della propria difficoltà visiva (per approfondire il tema stesso).
Tutti i pomeriggi una lezione individuale di metodo Bates con un trainer della Scuola Bates (per personalizzare la proposta sulla base delle reali esigenze di ogni partecipante).
Inoltre passeggiate (con e senza occhiali a foro stenopeico), sala fitness, sauna finlandese, vasche per idromassaggio e momenti di divertimento e relax.

Per ulteriori informazioni e per prenotare: www.scuolabates.it

 

 


"Il foro stenopeico è un buchino. E' fatto d'aria e intorno ha soltanto della plastica. Guardando attraverso questo foro, chi ha difetti di rifrazione ci vede meglio che a occhio nudo, perché la luce è resa tale da essere proiettata direttamente sulla fovea senza che sia necessario l'intervento del meccanismo di accomodamento. Il primo a inventare il foro stenopeico, milioni e milioni di anni fa, è stato il mollusco Nautilus; si dev'essere trovato bene perché continua a usarlo: ogni suo occhio è provvisto di un'apertura circolare che si allarga e si restringe per focalizzare oggetti a distanza diversa. Per quanto riguarda gli umani ancora una volta ci sono arrivati per primi i cinesi, nel V secolo a.C. Soltanto dopo Aristotele e gli arabi ci arrivò anche l'occidente, grazie al buon Leonardo da Vinci." 

 

(tratto da "Preferisco vederci chiaro... e riuscirci senza lenti" di Loredana De Michelis - Amrita Edizioni)