L'uso dei VisionLight ® deve essere costante per almeno sei mesi ed è
necessario un periodo di graduale adattamento che varia da persona a persona.
Si può cominciare con un uso di dieci, quindici minuti al giorno fino ad
arrivare a una o due ore di uso giornaliero non continuativo. Devono essere
usati per guardare cose che non si vedono bene ad occhio nudo, da fermi e con
luce (naturale o artificiale) abbondante. Non vanno usati per guidare, per fare
movimenti veloci, in situazioni potenzialmente pericolose o quando non c'è
luminosità sufficiente. Sono invece consigliati per leggere, guardare la
televisione o lo schermo del computer e per riabituare gli occhi alla luce.
Un singolo foro può restringere il campo visivo, perciò gli occhiali forati sono composti da molti fori. A differenza degli occhiali tradizionali, non hanno lenti graduate ma due dischi di plastica/nylon nera opaca, dura e rinforzata, sulla quale sono stati praticati dei piccoli fori multipli. Gli occhiali forati sono uno strumento pratico per ottenere un’immagine più nitida senza costringere gli occhi alla messa a fuoco fissa necessaria per adeguarsi alle diottrie delle lenti. Si avrà un aumento immediato della nitidezza di circa il 60% rispetto alla consueta capacità visiva ad occhio nudo. Si consentirà inoltre agli occhi di sentirsi liberi di “lasciare andare”, attraverso il necessario rilassamento e in seguito, eseguendo gli speciali esercizi adattati a questo scopo dalla scienza della Terapia della Vista (vedi manuale).
"Il foro stenopeico è un buchino. E' fatto d'aria e intorno ha soltanto della
plastica. Guardando attraverso questo foro, chi ha difetti di rifrazione ci vede
meglio che a occhio nudo, perché la luce è resa tale da essere proiettata
direttamente sulla fovea senza che sia necessario l'intervento del meccanismo di
accomodamento.
Il primo a inventare il foro stenopeico, milioni e milioni di anni fa, è stato
il mollusco Nautilus; si dev'essere trovato bene perché continua a usarlo: ogni
suo occhio è provvisto di un'apertura circolare che si allarga e si restringe
per focalizzare oggetti a distanza diversa. Per quanto riguarda gli umani ancora
una volta ci sono arrivati per primi i cinesi, nel V secolo a.C. Soltanto dopo
Aristotele e gli arabi ci arrivò anche l'occidente, grazie al buon Leonardo da
Vinci."
(tratto da "Preferisco vederci chiaro... e riuscirci senza lenti" di Loredana De Michelis - Amrita Edizioni)